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Abbronzatura: prima, durante e dopo il sole

pubblicato il 14/07/2017

abbronzatura sana consigli

Intervista alla dottoressa Doriana Massimino, medico del Circuito della Salute Più, specialista in Dermatologia.

Quali sono le cose fondamentali da sapere prima di esporci al Sole?

«Stiamo parlando degli aspetti salutistici legati alla “tintarella”, quindi di prevenzione dei tumori cutanei. Una buona prassi è un controllo generale dermatologico per valutare i nei o più in generale le varie macchie sparse sul corpo. Questo permette di avere una continuità nei controlli, che è fondamentale nella prevenzione per poter fare una diagnosi precoce. Nel contesto del controllo vengono anche dispensati i suggerimenti personalizzati per affrontare il periodo estivo. Scopo della protezione non è quello di aumentare il tempo di esposizione solare, ma quello di permettere un’esposizione senza rischi: chi ha un fototipo chiaro può per esempio assumere integratori (con la funzione di preparare la cute all’esposizione solare, stimolare la pigmentazione e aumentare il pool di antiossidanti), mentre chi ha un fototipo più scuro può servirsi di creme con un filtro più basso (che vanno comunque utilizzate).
Per i bambini il controllo è ancora più importante: scottature in età pediatrica possono incidere sul successivo sviluppo di tumori cutanei. Molto importante è anche la prevenzione dei tumori cutanei non melanocitari, i cosiddetti epiteliomi. Si tratta di lesioni legate a un danno cronico indotto dalla radiazione solare. Ne è soggetto per esempio chi non considera di essere esposto mentre lavora, come muratori, agricoltori…
Insomma, la prevenzione riguarda tutti e sempre, non solo chi si fa la settimana al mare o in montagna! Questi tumori incidono soprattut- to sulle parti del corpo esposte in maniera continuativa (mani, volto, collo…), e quindi è giusto dare suggerimenti appositi anche a queste tipologie di persone».

 

Come si fa a capire se ci può essere un problema rispetto a una macchia della pelle che cambia?

«Ci sono tabelle che riguardano simmetria, bordo e diametro di macchie e nei, che aiutano a identificare per tempo modifiche che potrebbero far consigliare una visita dermatologica. Si tratta del cosiddetto “metodo ABCDE” (Asimmetria, Bordi, Colori, Diame- tro, Evolutività)».

Qual è il momento migliore per controllare i nei?

«A febbraio-marzo ci si comincia a svestire per i primi caldi e ci si ricorda improvvisamente della propria pelle! Ma in realtà il periodo giusto è prima di qualsiasi esposizione solare. In questo includo anche le lampade autoabbronzanti, perché costituiscono anch’esse un fattore di rischio».

Lei che tipo di crema solare consiglia?

«La scelta del filtro va adeguata in base al fototipo. Quando parliamo di filtro, non andrei al di sotto dei 20 (se si usano filtri più bassi, tanto vale applicare direttamente un doposole). Sfatiamo anche un mito: non è vero che non ci si abbronza con le protezioni alte/medie! Per quanto resistenti ad acqua, sudore e sabbia, comunque pian piano si consumano e qualcosa passa; è anche difficile che ci spalmiamo continuamente la crema ogni 2 ore. Certo però che così l’abbronzatura è più graduale, quindi è meglio perché alla fine ci si abbronza anche di più. L’abbronzatura in primo luogo nasce dall’esigenza fisiologica della pelle di rispondere alla radiazione solare, quindi se è progressiva e non improvvisa è meglio.
Poi, come detto, dipende sempre dalla propria pelle: un foto- tipo 1 (il più chiaro) non si abbronzerà mai, gli verrà solo un eritema destinato a passare quasi integral- mente. Bisogna sempre ricordarsi anche occhiali da Sole e cappellini (specie negli uomini stempiati, che corrono il rischio di bruciarsi la sommità del capo!). Per quanto riguarda i bambini, in alcuni Paesi (come ad esempio l’Australia) si svolgono campagne informative importanti che consigliano, in aggiunta ai più conosciuti mezzi di protezione solare, l’uso di magliettine specifiche (anti-UV)».

E dopo l’esposizione al Sole, che cosa bisogna fare?

«Consiglio in genere l’applicazione di creme idratanti, perché comunque la pelle è stata esposta al Sole, al mare e probabilmente anche ai vari agenti inquinanti in esso disciolti (povero mare… e poveri noi!). Questi prodotti ser- vono a ripristinare la normale barriera cutanea, a migliorare la secchezza e attenuare fastidiosi pruriti che possono associarsi. In alcuni casi può rendersi utile l’utilizzo di prodotti lenitivi, contenenti sostanze come pantenolo e vitamina E, che servono per atte- nuare fastidi e pizzicorini».

Per l’abbronzatura, meglio mare o montagna?

«Se si seguono le indicazioni nel modo giusto, non c’è un posto migliore dell’altro. In montagna, in genere, l’esposizione riguarda aree cutanee più circoscritte rispetto al mare, dove siamo maggiormente scoperti, ma l’intensità della radiazione può essere maggiore. In oggi caso, mare o montagna che sia, bisogna stare sempre
attenti a evitare gli orari critici (12-16.30 circa). Il rapporto Sole-cute è sempre stato conflittuale, ma del Sole non bisogna avere paura: da una parte esso svolge numerosi e importanti effetti benefici, per esempio stimola la sintesi di vitamina D, migliora l’umore, riscalda il corpo, migliora il decorso di alcune patologie dermatologiche come la psoriasi e la dermatite atopica; dall’altra può essere causa di eritemi/scottature, peggiorare il decorso di alcune malattie come il lupus, favorire l’invecchiamento cutaneo e aumentare il rischio di tumori cutanei in caso di esposizioni prolungate e reiterate. Pertanto è fondamentale accostarsi al Sole nel modo corretto, al fine di ridurre gli effetti nocivi delle radiazioni UV sulla pelle».

È vero che ci sono alimenti che favoriscono di più l’abbronzatura in salute?

«Un’alimentazione variegata ed equilibrata, oltre a far bene in senso generale, aiuta la pelle a rei- dratarsi. In particolare, le vitamine contenute nella frutta e nella verdura fresca hanno proprietà antiossidanti. Molto utili in tal senso peperoni, broccoli, cavoli e spinaci. Importanti fonti di vitamina C sono pomodori e patate, tra la frutta ribes, kiwi, fragole, agrumi e melone. Fonti di betacarotene - sostanza che stimola la produzione di melanina e protegge dai raggi ultravioletti – sono tutte le verdure e la frutta giallo-arancio e verde scuro».

Lei lo prende il Sole?

«Sì, ma con moderazione: non amo troppo il caldo! Ad ogni modo cerco di essere coerente con quanto consiglio, ma senza privarmi del piacere di star fuori e vivere le mie vacanze al mare o in montagna che sia!».

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