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Sani e in forma fino a 120 anni!

pubblicato il 17/11/2016

di Antonio Monti (Direttore Scientifico Mare Termale Bolognese)

Cura Saninforma120

La task force della Nuova Medicina del Circuito della Salute Più ha messo a punto un protocollo per dare anni alla vita e vita agli anni

Oggi nel mondo ci sono più di 90.000 centenari, che non hanno fatto nulla di speciale per arrivare fino a quell’età. Quindi è plausibile che con l’aiuto di una conoscenza più approfondita del corpo umano, grazie ai progressi della scienza medica, sia possibile arrivare a titolo indicativo alla meta dei 120 anni. Attualmente, gli studi di anatomo-fisiologia mettono al centro della longevità la ghiandola pineale, definita dallo studioso ed esperto di trapianti dottor Walter Pierpaoli «l’orologio della vita, dell’invecchiamento e della morte».

LA GHIANDOLA PINEALE: COS’È

La ghiandola pineale è un corpuscolo grande come una lenticchia, situato alla base del nostro cervello. Pesa meno di un grammo e presenta un diametro inferiore a 1 cm. Si trova all’interno del cranio, tra i due lobi centrali, ed è appesa come una pigna (da cui appunto il nome di “pineale”) nei pressi del terzo ventricolo. Viene definita anche “epifisi” perché si trova al di sopra dell’ipofisi: questi nomi hanno dunque origine con la locazione dell’organo.
La ghiandola pineale produce la più grande quantità nel corpo umano di serotonina e, dopo i reni, registra la più grande vascolarizzazione. Essa fu scoperta più di 2.300 anni fa dai medici greci Erofilo ed Erasistrato. Dopo di loro fu studiata da Galeno e anche dal filosofo Cartesio, che la mise al centro dei rapporti fra materia ed energia nel corpo umano (res extensa e res cogitans).

COME FUNZIONA

Esaminiamo ora il ruolo operativo della ghiandola pineale. Scrive il dottor Massimo Spattini: «La ghiandola pineale, sensibile alla radiazione elettromagnetica, secerne melatonina, in risposta alla comparsa e scomparsa della luce del giorno: di notte aumenta e di giorno diminuisce. Questo ritmo circadiano è il regolatore delle ghiandole endocrine e degli organi del corpo: determina l’aumento del tasso di glucosio nel sangue, il volume di urina, il variare della pressione arteriosa, quello della temperatura corporea, la variabilità dei valori proteinici, degli elettroliti, del valore di ionizzazione dei fluidi corporei». Tutto questo dimostra come la pineale di fatto regola l’attività delle cellule, degli ormoni, del sistema nervoso e del metabolismo. Lungo la storia è stata assegnata alla pineale la produzione di più di 972 ormoni e neurotrasmettitori; al momento ne sono catalogati circa 500. Le sostanze più importanti legate alla pineale sono la melatonina, la serotonina, la DMT, la pineolina, la 5-mia…

A COSA SERVE

Oggi gli studiosi della pineale sono del parere che essa, grazie ai suoi ormoni e neurotrasmettitori, sia il vero “direttore d’orchestra” del sistema neuro-endrocrino-immuno-metabolico (o mitocondriale). Fin quando la pineale riesce a mantenere armonizzato questo sistema, la salute è garantita e l’invecchiamento può regredire, almeno nei sintomi.
È poi bene tenere presente che in questo processo di armonizzazione la pineale riceve un forte supporto dall’intestino, perché esso è a sua volta un vero microcosmo neuro-endocrino-immuno-metabolico, che secerne triptofano, serotonina e melatonina. Questo costituisce un fatto molto importante, perché quando la pineale tende a regredire e addirittura a cristallizzarsi, si può cercare di supplire a tale mancanza potenziando la reattività dell’intestino (specialmente crasso) che lo studioso Michael Gershon definisce «il secondo cervello» e garantisce dotato di poteri straordinari. È infatti necessario tenere presente che la pineale ha sì una grande potenza, tanto che è definita da alcuni studiosi una “pila magnetica”, ma è anche molto delicata! Per esempio il fattore stress può causare una stimolazione del sistema ipotalamo-ipofisi-surreni fino a potenziare un’eccessiva produzione di ormoni corticali e causare un processo vasocostrittivo del ricco sistema circolatorio della ghiandola pineale.
Quando poi la pineale è aggredita dall’elettrosmog (smartphone, antenne, campi magnetici, ecc.), dalle disfunzioni metaboliche che alterano la mucosa e i villi intestinali, dai sistemi di vita che vanno contro il ciclo circadiano e circaniano o dall’età (dopo i 40-50 anni), allora essa perde la propria capacità di guida e comincia, piano ma inesorabilmente, lo sfaldamento del nostro corpo, con disfunzioni, diabete, ipertensioni, malattie e morte (specie fra i 75 e gli 85 anni).
A questo punto è giusto chiedersi: cosa si può fare efficacemente contro questa disgregazione? Ecco allora l’importanza di una cura mirata come Saninforma120. Questo protocollo esclusivo del Circuito della Salute Più non promette miracoli facili; mette altresì in atto tutte le prestazioni che sono in grado non solo di difendere e preservare la pineale, ma anche di potenziare le sue difese e le sue energie. Si tratta pertanto di un know how frutto di anni di studio che intreccia in un’unica sinergia terapeutica la medicina biologica, la dieta e l’ossigenazione mitocondriale, le cure rigenerative cellulari.

Prof. Antonio Monti - direzione scientifica

Over the topo

Per capire al volo l’importanza della ghiandola pineale per la longevità basta considerare un esperimento di trapianto incrociato di ghiandola pineale da un topo vecchio al giovane e dal giovane al vecchio. L’esperimento fa sì che, un anno dopo, il topo giovane e quello anziano siano indistinguibili.
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