Medicina

Chi è il fisiatra? Quando è utile fare una visita fisiatrica?

Di Federica Pagliarone, giornalista scientifica

Chi di noi non si è rivolto almeno una volta nella vita ad un fisiatra? Nonostante questo però sono in pochi a conoscere il significato della parola “fisiatra” e soprattutto il suo ambito di attività. Per quanti fossero interessati, possiamo dire che il fisiatra è il medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento esclusivamente conservativo delle patologie e degli infortuni che interessano l’apparato
locomotore e/o i nervi periferici, in pratica, è il medico specializzato in fisiatria.

Il suo campo di interesse è il trattamento delle patologie dell’apparato muscolo-scheletrico e del sistema nervoso che comportano deviazioni anatomiche o funzionali, con conseguenti deficit e/o perdita di autonomia della persona (ad es. si occupa di patologie del rachide e delle articolazioni, del recupero funzionale a seguito di un trauma o di un intervento, della rieducazione motoria nei pazienti post ictus cerebrale, morbo di Parkinson, etc.).

Dopo aver valutato i bisogni riabilitativi della persona, il fisiatra, individua il protocollo medico specialistico riabilitativo, le modalità e la durata delle prestazioni di medicina fisica e riabilitativa.

La sua attività si concretizza, quindi, in prestazioni diagnostiche, valutative, terapeutiche (sia farmacologiche, sia strumentali e rieducative); nello specifico, nell’impiego di trattamenti non
chirurgici, quali fisioterapia, farmaci (anche per via infiltrativa), ginnastica posturale e uso di tutori.

L’obiettivo del fisiatra consiste nell’aiutare il paziente a recuperare totalmente o in buona parte le funzioni dell’apparato locomotore o dei nervi periferici compromesse a seguito di una patologia, un infortunio o un intervento chirurgico, così che possa raggiungere la migliore qualità di vita relazionale e lavorativa compatibilmente con il danno subito.

Lavora a stretto contatto con i fisioterapisti con i quali decide il protocollo riabilitativo più indicato per ogni paziente, definendo i tempi di recupero, la frequenza delle sedute e il tipo di terapie da svolgere (terapia manuale, kinesi attiva o passiva, terapie strumentali, lavoro in acqua o in palestra etc.)

Tra le procedure diagnostiche che il fisiatra può effettuare in prima persona, ci sono l’ecografia muscolo-tendinea, lo studio della conduzione nervosa e l’elettromiografia. Anche quando la chirurgia è d’obbligo, inoltre, il fisiatra può avere un ruolo importante: infatti, può non solo
intervenire nella pianificazione della riabilitazione fisica post-operatoria, ma anche occuparsi di strutturare un protocollo riabilitativo pre-operatorio, il cui scopo è semplificare la fase di recupero.