Il professor Antonio Monti illustra il ruolo delle cellule nella salute e presenta protocolli già disponibili nei centri del Gruppo Monti Salute Più.
Le cellule rappresentano la struttura fondamentale dell’organismo umano. Da esse dipendono i processi vitali, così come l’insorgenza delle malattie, l’invecchiamento e il decadimento delle funzioni biologiche. «Le cellule costituiscono la base della nostra vita e della nostra salute», spiega il professor Antonio Monti, fondatore del Gruppo Monti Salute Più.
Per mantenere uno stato di salute adeguato, le cellule necessitano di tre elementi essenziali: ossigenazione, garantita dalla circolazione sanguigna; energia, prodotta dal metabolismo; e stimolazione, legata all’attività del sistema nervoso e alla reattività propriocettiva. «Tutto questo è regolato dalla membrana plasmatica, che rappresenta il vero centro di controllo delle funzioni cellulari», sottolinea il professore secondo il quale, una quota rilevante delle patologie e dei processi di invecchiamento — indicata intorno al 60% — è riconducibile a disfunzioni che coinvolgono sei sistemi corporei: neurale, circolatorio, osteo-muscolare-connettivale, metabolico-mitocondriale, endocrino-ormonale e dei tessuti organici. «Per questo è fondamentale imparare a eseguire un corretto training cellulare».
In questo contesto si inserisce la proposta del Gruppo Monti Salute Più: protocolli di medicina cellulare già disponibili presso i centri del gruppo, pensati per favorire il rinnovamento dell’organismo e sostenere i processi di longevità. Il percorso termale cellulare a finalità detossinante può essere organizzato su base settimanale o a giorni alterni, in particolare nei cambi di stagione. «Le cellule hanno bisogno di eliminare le tossine accumulate — spiega il fondatore del Gruppo — legate all’aria che respiriamo, al cibo e agli agenti chimici. Questo processo è fondamentale per ridurre lo stress ossidativo e migliorare la risposta dei sistemi immunitario, endocrino e neurale».
Il percorso si basa su una serie di pratiche integrate. I bagni termali, arricchiti da microelementi come ferro, zinco, iodio, potassio e magnesio, vengono effettuati a temperature comprese tra 32 e 36 gradi e possono essere associati al bagno turco. A questi si affiancano sedute di sauna a 80 gradi, abbinate a massaggi mirati. Una componente centrale è rappresentata dalla ginnastica cellulare, finalizzata a stimolare la circolazione sanguigna e le funzioni metaboliche e neurali. «È un lavoro che coinvolge tutti e sei i sistemi corporei», precisa Antonio Monti. Il trattamento prevede inoltre l’applicazione di fanghi termali, seguiti da docce fredde, e sedute di crioterapia con acqua termale o ghiaccio a temperature fino a 15 gradi, con l’obiettivo di attivare il sistema nervoso e contrastare fenomeni edematosi.
Completano il percorso la termogeno-terapia, che agisce sul sistema cardiovascolare, e le inalazioni di idrogeno solforato, indicate per il rinnovamento delle mucose, comprese quelle del tratto gastroenterico.
Accanto alle cure, il modello proposto valorizza anche il contatto con l’ambiente naturale. «La natura ha un ruolo determinante sul piano respiratorio, circolatorio e neurale», evidenzia il professore. Le strutture del gruppo offrono soluzioni che integrano soggiorno, attività all’aria aperta e trattamenti termali: dai giardini delle Terme Felsinee e delle Terme San Luca a Bologna, fino al Villaggio della Salute Più e al territorio di Porretta Terme, dal parco di Valverde al Corno alle Scale.
L’obiettivo è intervenire a livello cellulare per sostenere i processi fisiologici dell’organismo, attraverso un modello integrato che unisce acqua termale, movimento e ambiente, con protocolli già operativi all’interno dei centri del gruppo.






