La riabilitazione in acqua termale e quella in palestra utilizzano modalità di esercizio differenti, ma possono essere integrate nello stesso percorso di recupero. La scelta dipende dalle condizioni cliniche, dagli obiettivi terapeutici e dalla valutazione dei professionisti sanitari.
Quando si deve affrontare un percorso riabilitativo, è meglio svolgere gli esercizi in acqua termale oppure in palestra? La risposta dipende dal problema da trattare e dagli obiettivi del recupero.
La riabilitazione in acqua sfrutta il galleggiamento e la resistenza dell’ambiente acquatico per modificare le condizioni in cui vengono eseguiti i movimenti. La riabilitazione in palestra permette invece di lavorare con il peso corporeo e con carichi progressivi, preparando la persona alle attività della vita quotidiana.
Non si tratta necessariamente di due alternative. In alcuni percorsi l’idrokinesiterapia e gli esercizi a terra possono essere utilizzati in momenti diversi oppure integrati, secondo le indicazioni cliniche.
Che cos’è la riabilitazione in acqua termale?
La riabilitazione in acqua termale consiste nell’esecuzione di esercizi terapeutici in piscina, sfruttando le caratteristiche fisiche dell’acqua per favorire il recupero del movimento e della funzione.
Non significa semplicemente trasferire in piscina gli esercizi normalmente eseguiti in palestra. L’immersione modifica le condizioni nelle quali il corpo si muove e permette al fisioterapista di adattare il programma riabilitativo alle capacità e alle necessità della persona.
Le principali caratteristiche dell’ambiente acquatico sono la spinta di galleggiamento, la pressione idrostatica e la resistenza opposta dall’acqua al movimento.
Questi elementi possono essere utilizzati per modulare gli esercizi, il carico e la difficoltà delle attività proposte.
L’ambiente acquatico termale, inoltre, può avere un effetto benefico sul dolore e quindi facilitare la riabilitazione.
Perché in acqua il corpo si muove diversamente?
Uno degli aspetti più importanti della riabilitazione in acqua è la riduzione del carico apparente dovuta al galleggiamento.
Durante l’immersione, una parte del peso corporeo viene sostenuta dall’acqua. La profondità alla quale si svolgono gli esercizi influenza quindi il carico che la persona deve sostenere, soprattutto sugli arti inferiori.
Questa caratteristica può risultare utile quando è necessario recuperare determinati movimenti in condizioni di carico differenti rispetto a quelle della palestra.
L’acqua, tuttavia, non rende automaticamente ogni esercizio più semplice. Oppone infatti una resistenza al movimento, che varia in funzione della velocità, della superficie coinvolta e delle modalità di esecuzione.
Il fisioterapista può sfruttare queste caratteristiche per proporre esercizi progressivamente più impegnativi, modificando profondità, velocità e strumenti utilizzati.
Quando può essere indicata la riabilitazione in acqua?
L’idrokinesiterapia può essere inserita in programmi riabilitativi rivolti a persone con alcune patologie ortopediche e muscoloscheletriche, oppure in determinati percorsi di recupero dopo un intervento chirurgico.
Tra le condizioni maggiormente studiate dalla ricerca scientifica figura l’artrosi, in particolare quella del ginocchio e dell’anca.
Una revisione Cochrane, che ha analizzato 13 studi per un totale di 1.190 partecipanti, ha rilevato che l’esercizio acquatico può produrre miglioramenti modesti a breve termine del dolore e della funzione nelle persone con artrosi dell’anca o del ginocchio.
Questi risultati non significano però che l’esercizio in acqua sia sempre preferibile a quello a terra.
La sua indicazione dipende dalla patologia, dalla fase del recupero, dalle condizioni cliniche e dalla capacità della persona di sostenere determinati carichi.

Quali sono le differenze tra riabilitazione in acqua e in palestra?
La differenza principale riguarda le condizioni nelle quali vengono eseguiti gli esercizi.
In acqua, il galleggiamento modifica il carico apparente sul corpo, mentre la resistenza del mezzo acquatico può essere sfruttata per allenare il movimento.
In palestra, gli esercizi vengono svolti contro gravità e permettono di lavorare progressivamente su forza, equilibrio, controllo motorio, resistenza e capacità funzionale.
Il lavoro a terra è particolarmente importante perché le attività quotidiane richiedono di sostenere il proprio peso corporeo.
Camminare, alzarsi da una sedia, salire le scale o trasportare oggetti sono gesti che il percorso riabilitativo può contribuire a recuperare attraverso esercizi specifici.
La palestra consente inoltre di modulare i carichi utilizzando il peso corporeo, attrezzi e differenti forme di resistenza.
I due ambienti offrono quindi possibilità diverse, che possono essere utilizzate in funzione degli obiettivi terapeutici.
È meglio iniziare la riabilitazione in acqua e poi passare alla palestra?
Non esiste una sequenza valida per tutti.
In alcuni percorsi può essere utile iniziare con esercizi in acqua, quando è opportuno lavorare in condizioni di carico differenti, e integrare progressivamente una maggiore attività a terra.
In altre situazioni, la riabilitazione in acqua e quella in palestra possono essere svolte contemporaneamente.
Esistono anche condizioni nelle quali il programma può prevedere prevalentemente esercizi a terra.
La progressione viene stabilita considerando la diagnosi, l’eventuale intervento chirurgico, lo stato dei tessuti, il dolore, le capacità funzionali e gli obiettivi individuali.
L’importante non è seguire una successione prestabilita, ma scegliere gli esercizi più appropriati nelle diverse fasi del recupero.

Qual è il valore aggiunto dell’acqua termale nella riabilitazione?
Quando la riabilitazione viene svolta in una piscina termale, è importante distinguere due aspetti: le proprietà fisiche dell’acqua, utilizzate nell’idrokinesiterapia, e le caratteristiche specifiche delle acque minerali naturali, oggetto della balneoterapia.
Il galleggiamento, la pressione idrostatica e la resistenza al movimento sono caratteristiche dell’ambiente acquatico, indipendentemente dalla sua natura termale.
La balneoterapia riguarda invece l’impiego terapeutico delle acque minerali naturali, in relazione alle loro caratteristiche e alle indicazioni cliniche.
La ricerca scientifica ha studiato i possibili benefici della balneoterapia in diverse condizioni muscoloscheletriche, tra cui l’artrosi.
È però necessario distinguere le evidenze relative all’esercizio in acqua da quelle riguardanti specificamente la balneoterapia: non sono automaticamente sovrapponibili.
L’acqua termale non sostituisce quindi la valutazione clinica, il programma di esercizio terapeutico o il lavoro del fisioterapista.
Dopo un intervento chirurgico si può fare riabilitazione in acqua?
La riabilitazione acquatica può essere prevista anche dopo alcuni interventi ortopedici, ma il momento in cui iniziarla deve essere stabilito individualmente.
È necessario considerare il tipo di intervento, la guarigione della ferita chirurgica, le indicazioni del chirurgo e le condizioni generali della persona.
Una revisione sistematica pubblicata nel 2013 ha esaminato l’utilizzo precoce della fisioterapia acquatica dopo interventi ortopedici, rilevando nei protocolli studiati alcuni benefici funzionali senza un aumento significativo degli eventi avversi legati alle ferite rispetto alla fisioterapia a terra.
Questo risultato non autorizza però un ingresso immediato in piscina dopo qualsiasi intervento.
L’avvio della riabilitazione in acqua deve sempre rispettare le indicazioni dei professionisti sanitari che seguono il paziente.
Chi stabilisce il percorso riabilitativo più adatto?
La scelta tra riabilitazione in acqua, esercizi in palestra o integrazione dei due ambienti deve derivare da una valutazione clinica e funzionale.
Il medico fisiatra, quando coinvolto, definisce il progetto riabilitativo considerando la diagnosi, le condizioni della persona e gli obiettivi del recupero.
Il fisioterapista, nell’ambito delle proprie competenze, valuta la funzione motoria, attua il programma fisioterapico e adatta progressivamente gli esercizi in base alla risposta del paziente.
Acqua e palestra non devono quindi essere considerate prestazioni isolate da scegliere esclusivamente sulla base delle preferenze personali.
Sono strumenti terapeutici che possono essere utilizzati all’interno di un percorso individualizzato.
Riabilitazione in acqua termale e in palestra nel Gruppo Monti Salute Più
La possibilità di integrare differenti modalità di trattamento è una delle caratteristiche della rete di medicina fisica e riabilitativa del Gruppo Monti Salute Più.
Nei centri del gruppo, sulla base delle indicazioni cliniche e dei servizi disponibili nella singola struttura, il percorso può comprendere fisioterapia individuale, esercizi in palestra riabilitativa, idrokinesiterapia in acqua termale e terapie strumentali.
L’obiettivo è individuare le modalità di trattamento più appropriate rispetto alle condizioni e alle necessità della persona.
La scelta dell’ambiente nel quale svolgere la riabilitazione non rappresenta quindi il punto di partenza: prima vengono la valutazione, gli obiettivi terapeutici e la definizione del programma di recupero.
Revisione scientifica: Dott.ssa Gabriela J. Moreno, specialista in Ortopedia







