Al Poliambulatorio Antalgik delle Terme San Petronio, in via Irnerio a Bologna, la densitometria ossea consente di valutare in modo semplice e non invasivo il rischio di fragilità scheletrica. Il dottor Giambattista Miglionico spiega perché questo esame è uno strumento centrale di prevenzione, soprattutto dopo i 50 anni.
Silenziosa e spesso priva di sintomi evidenti, l’osteoporosi è una patologia diffusa e spesso sottovalutata. Progredisce lentamente, senza dare segnali evidenti, fino a manifestarsi con fratture che possono verificarsi anche in seguito a traumi minimi. In questo contesto, la densitometria ossea rappresenta uno strumento centrale di prevenzione e diagnosi precoce.
«La densitometria è un esame che misura la densità minerale delle ossa – spiega il dottor Giambattista Miglionico, medico riflessologo delle Terme San Petronio – Antalgik, – e ci permette di valutare la solidità dello scheletro, individuando condizioni come osteopenia e osteoporosi anche prima che si verifichino fratture».

La prevenzione è l’aspetto chiave. La perdita di massa ossea può iniziare molti anni prima della comparsa dei sintomi e procedere in modo silenzioso. «Intervenire nelle fasi iniziali consente di ridurre il rischio di complicanze e di preservare l’autonomia e la qualità della vita nel tempo», sottolinea il medico.
La densitometria ossea è particolarmente indicata in alcune fasi della vita e in presenza di specifici fattori di rischio. È consigliata alle donne in pre menopausa o all’arrivo di essa, agli uomini sopra i 60 anni, alle persone con familiarità per osteoporosi e a chi ha già avuto fratture da fragilità. Rientrano tra i soggetti da monitorare anche coloro che presentano fattori di rischio come fumo, sedentarietà, terapie corticosteroidee prolungate o malattie croniche.
Uno degli aspetti che rende la densitometria uno strumento efficace di prevenzione è la sua semplicità. «L’esame è rapido, non invasivo e indolore – chiarisce il dottor Miglionico – e prevede un’esposizione minima ai raggi X». Il paziente rimane sdraiato su un lettino mentre l’apparecchiatura analizza le aree più significative dello scheletro: la colonna lombare e il femore. «Sono le aree più significative perché maggiormente esposte al rischio di frattura e perché forniscono informazioni affidabili sulla densità ossea complessiva», precisa il medico.
Presso il Poliambulatorio Antalgik delle Terme San Petronio, l’esame comprende una DEXA cha valuta la densità ossea si può affiancancare alll’analisi della composizione corporea, con la misurazione della massa magra e della massa grassa e il calcolo dell’Indice di Massa Corporea (BMI). Un approccio che consente una lettura più ampia dello stato di salute generale del paziente.
I risultati della densitometria vengono espressi attraverso parametri standardizzati come il T-score e lo Z-score. «Questi valori ci aiutano a confrontare la densità ossea del paziente con quella di una popolazione di riferimento e a definire il grado di rischio», spiega il dottor Miglionico. In caso di riduzione della densità ossea, il percorso prosegue con una valutazione clinica complessiva e con l’individuazione delle strategie più appropriate, che possono includere modifiche dello stile di vita, integrazione nutrizionale o terapie mirate.
Alimentazione equilibrata, adeguato apporto di calcio e vitamina D, attività fisica regolare e prevenzione delle cadute restano elementi fondamentali nella tutela della salute delle ossa. «La densitometria non è un punto di arrivo, ma uno strumento per orientare scelte consapevoli», conclude il medico.
L’esame è disponibile presso il Poliambulatorio Antalgik delle Terme San Petronio, in via Irnerio 12/2 a Bologna.
La prenotazione può essere effettuata online oppure telefonicamente al numero 051 246534.






