Con il recupero della Sala Bibita, prende forma il progetto di rinascita dell’intero complesso liberty delle Terme Alte, un patrimonio unico in Italia.
A Porretta Terme, la storia delle acque termali sta per vivere una nuova stagione. Il Gruppo Monti Salute Più, proprietario del sito, ha avviato una nuova fase di lavori per completare il restauro del “Grottino Chini”, all’interno del complesso delle Terme Alte, riportando alla luce uno dei luoghi più preziosi dell’arte liberty italiana. Situate alle pendici del Monte della Croce, lungo il Rio Maggiore, le Terme Alte di Porretta rappresentano un unicum architettonico e termale. Qui, tra Settecento e Novecento, si concentravano le storiche sorgenti salsobromoiodiche — Marte Reale, Donzelle, Leone-Bovi — che resero celebre la località in tutta Europa. Nell’Ottocento, Porretta contava ben cinque stabilimenti (“Marte Reale e Tromba”, “Leone e Bovi”, “Donzelle”, “Porretta Vecchia”, “Puzzola”) e divenne meta di villeggiatura termale per l’élite italiana.
Il restauro del “Grottino Chini”
Il nuovo cantiere interessa in particolare la Sala Bibita, la celebre grotta rivestita di maioliche realizzate agli inizi del Novecento da Galileo Chini, massimo interprete italiano dello stile liberty.
L’ambiente, scavato nella roccia, conserva ancora l’impianto decorativo originale: migliaia di piastrelle colorate, motivi floreali e linee sinuose che richiamano l’acqua e la natura. Una prima fase di recupero, conclusa nel settembre 2025, ha permesso di mettere in sicurezza la struttura e di restaurare le superfici grazie a un progetto condiviso tra il Comune di Alto Reno Terme, l’Università di Bologna – Campus di Ravenna e il Dipartimento dei Beni culturali. L’intervento, del valore complessivo di 175 mila euro, è stato finanziato dalla Regione Emilia Romagna e dal FAI – Fondo Ambiente Italiano, che nel 2017 aveva inserito le terme porrettane tra i “Luoghi del cuore”.
Oggi il Gruppo Monti Salute Più — già impegnato nella gestione e nel rilancio delle moderne Terme di Porretta, acquisite nel 2022 — assume un ruolo centrale nella fase di completamento dell’intero restauro monumentale delle Terme Alte. L’obiettivo è restituire alla città un complesso di valore storico e artistico eccezionale, inserendolo in un percorso di valorizzazione turistica e culturale che collega la Porretta contemporanea al suo glorioso passato termale. Dopo la messa in sicurezza dei tetti, sono in corso gli interventi sulle facciate e la preparazione alla riapertura al pubblico. La riapertura della Sala Bibita è prevista attorno a Pasqua 2026, come primo segno visibile di una rinascita attesa da decenni. Sotto la supervisione della Soprintendenza ai Beni Architettonici, il Gruppo Monti ha inoltre scelto di restaurare le maioliche del Chini con materiali originali, provenienti dal laboratorio artigianale dei discendenti dell’artista, ancora attivo a Borgo San Lorenzo. Un gesto di coerenza e rispetto per la storia, che consolida il legame fra la tradizione artistica toscana e il patrimonio termale dell’Appennino bolognese.
Un patrimonio che torna a vivere
Con il recupero del Grottino Chini e il piano di riapertura progressiva delle Terme Alte, Porretta potrà tornare a contare su un complesso monumentale unico in Italia, capace di unire architettura, arte, natura e cultura termale. Il progetto si inserisce in una visione più ampia del Gruppo Monti Salute Più, che punta a preservare e valorizzare il patrimonio storico delle terme come parte integrante di un sistema moderno di salute, benessere e turismo. In parallelo, il gruppo sostiene ha appena ultimato la posa di una croce monumentale sul Monte della Croce, simbolo del territorio porrettano, completando così un percorso di cura e di tutela del paesaggio che va oltre le strutture termali. Tra storia e futuro, le Terme Alte si preparano così a tornare non solo un luogo di cura, ma un luogo dell’anima, dove l’acqua, la memoria e la bellezza tornano finalmente a incontrarsi.






